PER UNA CLINICA TRANSCULTURALE DEGLI ADOLESCENTI

5.00

 

 

Di Marie-Rose Moro

 

RIASSUNTO

Gli adolescenti figli di migranti presentano spesso ciò che l’Autrice, in accordo con Guillaumin, chiama «il bisogno traumatofilico». L’Autrice colloca tale fenomeno tra le conseguenze della logica migratoria dei genitori, integrato alla patologia dell’esilio, perché l’esilio rappresenta il trauma centrale di questi adolescenti. Essi esprimono, attraverso tale ripetizione traumatica, sia le rotture di senso (cicatrici dei tentati suicidi) che il tentativo di reintegrarsi nella catena di senso rappresentata dalla storia della famiglia (i marchi tradizionali). Non tutte le società e culture dispongono di rituali ben strutturati che accompagnano il passaggio dall’infanzia all’età adulta. L’Autrice sottolinea l’importanza delle difese culturali rappresentate da tali rituali, che mettono in luce i bisogni e le logiche che appartengono a ogni adolescente e le rappresentazioni culturali che accompagnano tale passaggio. A causa della migrazione, gli adolescenti meticci non possono contare su tali riti di passaggio e sulla loro funzione di «assorbimento del trauma», non hanno una guida che li conduca nella loro nuova realtà, l’inversione generazionale che si trovano a vivere crea loro problemi di filiazione, affiliazione e identità. L’Autrice presenta la storia clinica di un adolescente migrante haitiano, vittima di abuso e violenze da parte di suoi coetanei. L’Autrice sottolinea, in tutto il suo lavoro, come ogni intervento terapeutico, per essere efficace, debba tener conto e analizzare la dimensione culturale e il contesto sociale dell’adolescente.

Parole chiave: clinica transculturale; riti di iniziazione; identitĂ ; filiazione.

SUMMARY

Migrating parents’ children show what Guillaumin calls a «traumatophilic need». The Author places such phenomenon among the consequences of parents’ attitude to migration, combined with the exile pathology, since exile stays as a central trauma for such adolescents. They use traumatic repetition to express sensebreaking (scars of suicidal attempts) as well as the attempt to have access to the sense chain the story of the family represents (traditional signs). Transition rites, likely to help the youngsters’ transition into adulthood, are not expressed by all cultures. The Author emphasizes the role of cultural defenses such rituals have. They show the needs and attitudes of all adolescents and the cultural representations underlying that transition.

Key words: trancultural clinics; transition rites; identity; filiation.

PER UNA CLINICA TRANSCULTURALE DEGLI ADOLESCENTI

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