L’ANTICOLONIALISMO COME PROCESSO IDENTITARIO

5.00

di Davide D’Ambrosio, Daphne Bollini 

 

RIASSUNTO: L’intento dell’articolo è quello di evidenziare il tortuoso processo di soggettivazione che compie James, adolescente di 16 anni di seconda generazione, e la sua continua ed estenuante ricerca del padre e della figura maschile ostacolata dalla madre Maria. Tale processo identitario è ascrivibile anche alla madre di James, la quale partecipa attivamente da anni a un gruppo religioso, sempre più simbiotico e vincolante e che struttura la vita pubblica e privata di Maria e della sua famiglia, dinamiche di gruppo che richiamano alla dipendenza e all’idea di salvezza. Oltre a dispiegare le dinamiche intrapsichiche e del sistema famiglia, il lavoro terapeutico è relativo al macigno del passato coloniale, ancora vivo, che impedisce un reale confronto tra generazioni e il processo del meticciato. Durante la psicoterapia l’entrata in scena «simbolica» del padre e la verbalizzazione del passato coloniale e della geopolitica del Perù ha agevolato la comunicazione tra i due mondi, attraverso il linguaggio, attraverso la parola, perché parlare significa soprattutto assumere su di sé una cultura, sostenere il peso di una civiltà, all’interno di un progetto di liberazione, ricordando Fanon (1952).  

Parole chiave: Etnopsicoterapia; seconde generazioni; meticciato; colonialismo.  

SUMMARY: Anticolonialism as an identarian process. The paper attempts to describe the complex process of subjectification of James, 16 years old second generation migrant; his constant and extenuating search of father and a male figure, opposed by his mother Maria, is described. Those vicissitudes are intertwined with the identitary process of his mother, who has joined a very symbiotic and limiting religious group that structures Maria’s and her family’s private and public life, promoting group dynamics of dependency in return of the hope of salvation. The clinical work, in addition to the analysis of the intrapsychic and familiar dynamics, involved also the working through of the colonial past still present and impinging the dialogue between generations and cultural hybridization. When the father «symbolically» entered the scene during psychotherapy it become possible to verbalize the colonial past and the geopolitical aspects of Peru, creating a dialogue between the two worlds. Using the thoughts of Fanon (1952), speaking means to take on a culture, to support the weight of a civilization, within a project of liberation.  

Keywords: Ethnopsychotherapy; second generations; hybridization; colonialism. 

L’ANTICOLONIALISMO COME PROCESSO IDENTITARIO

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